Al solo pensiero di introdurre nello stomaco una bistecca di vitella appena svegli avete i brividi? Bene: sappiate che non la pensa così il dottor Lemme, l’inventore della dieta che prende il suo nome e che in Italia conta moltissimi seguaci, soprattutto tra i VIP.
La dieta Lemme, stravagante derivazione del filone delle diete iperproteiche, si basa infatti su un semplice assunto: si perde peso associando gli elementi giusti. Anche se questi comprendono spaghetti aglio olio e peperoncino a colazione.
Dieta Lemme: cosa si può mangiare e cosa no
Su un punto Lemme è irremovibile: no al sale, senza se e senza ma. Se volete condire i vostri spaghetti o la vostra orata, dunque, cercate metodi alternativi: spezie, olio, pepe sono ad esempio assolutamente consentiti.
No anche allo zucchero industriale, che stimola l’insulina e aumenta l’adiposità; il pane è invece concesso solo nella seconda fase della dieta, e comunque mai in presenza della pasta.
Quanto alle verdure, il dottor Lemme manifesta più di qualche dubbio. Pochi grammi di pomodori o di carote sarebbero in grado, a quanto sembra, di produrre mezzo chilo di tessuto adiposo. Dunque, meglio evitarli del tutto.
E le cotture? Quelle sono tutte concesse, frittura compresa.
Se vi state chiedendo come sia possibile bandire i pomodori e avallare l’uso della pastella, probabilmente per capirlo dovrete modificare radicalmente il vostro punto di vista sull’assunzione degli alimenti.
La filosofia alimentare della dieta Lemme
Se per dimagrire contate ancora le calorie dei cibi, siete decisamente fuori strada. Non sono quelle a far ingrassare, secondo Lemme, ma la caratteristica chimica degli alimenti. Ecco perché il vero fattore da considerare è l’indice glicemico, ovvero la velocità con cui la glicemia aumenta dopo aver consumato il pasto: con un indice glicemico basso è più facile tenere sotto controllo il peso.
È vero però che uno stesso alimento può manifestare un diverso indice glicemico se consumato in diversi momenti della giornata, producendo diversi effetti sul dimagrimento.
Altro punto focale della dieta Lemme è l’inutilità dello sport. L’attività fisica, secondo Lemme, è inutile per chi segue diete proteiche, abituando il suo corpo alla riduzione dell’adiposità e all’aumento del tono muscolare già attraverso il cibo.
Le fasi della dieta Lemme
La dieta Lemme consta di due fasi principali:
- Dimagrimento, in cui si raggiunge l’obiettivo prefissato. In questa fase si può perdere fino a 10 kg al mese: se l’obiettivo è di 5 kg, dunque, questa fase durerà due settimane.
- Educazione alimentare, ovvero la fase di mantenimento. È una fase a scadenza settimanale, in cui è possibile concedersi alcuni alimenti secondo i propri gusti. Lemme consiglia di tenere un diario di ciò che si vorrebbe mangiare e introdurre un po’ per settimana questi alimenti nella dieta. Attenzione però: molti tipi di frutta e verdura restano proibiti.
Cosa si mangia dunque nella dieta Lemme?
Un menu tipico può prevedere una colazione con spaghetti aglio e olio, uno spuntino a base di limone, vitello per pranzo, tè nero amaro per merenda e orata al forno per cena. Lo schema si ripete in modo quasi identico ogni giorno, con un’alternanza di pesce e carne, carboidrati a colazione e quasi nessun tipo di verdura di contorno (le zucchine, per fare un esempio, possono essere reintrodotte solo in un secondo momento).
E le dosi? Ciascun alimento può essere assunto in grandi quantità: da 50 g fino a un massimo di 10 kg.
Quindi…la dieta Lemme fa bene o male?
Credo che dopo aver illustrato il regime alimentare proposto da Lemme, sia quasi impossibile parlare in modo positivo di questa dieta. Come tutte le diete iperproteiche, anche questa produce un affaticamento estremo di fegato e reni, riducendo tra l’altro il menu settimanale a pochissime portate e ripetitive.
Che la frittura non sia deleteria in sé è certamente vero. Che ci siano alimenti da considerarsi “proibiti”, però, è una privazione che nessun nutrizionista può avallare senza manifestare qualche perplessità. Tenere conto dell’indice glicemico dei cibi e variare il loro collocamento nei pasti della giornata può avere un senso…ma siamo poi sicuri che il dimagrimento avvenga davvero, e soprattutto che il mantenimento successivo del peso sia costante?
Su questo nutro più di qualche dubbio in merito, considerando questa dieta più che altro una delle tante mode passeggere da vip.
…E se anche i vip che l’hanno seguita si lamentano dell’aumento di peso una volta terminata, forse le conclusioni si traggono da sé!
